comunicato Anief – Stavolta ci siamo davvero: il bando di concorso per diventare dirigenti scolastici è sempre più imminente e servirà a selezionare 2.425 nuovi presidi. L’annuncio è arrivato dalla Ministra dell’Istruzione, nel corso di un’audizione tenuta poche ore fa presso le Commissioni competenti congiunte di Camera e Senato: “Il Ministero bandirà il concorso entro pochi giorni”, ha assicurato la senatrice Valeria Fedeli.

“Naturalmente – ha continuato la Ministra – rimane fermo lo scorrimento integrale della graduatoria del concorso 2011, ancora vigente in Campania. Il concorso presenta diverse novità: anzitutto, si tratta di un corso-concorso, che prevede oltre alla prova preselettiva, uno scritto e l’orale, anche due mesi di corso e quattro di tirocinio; inoltre, sarà un concorso nazionale gestito centralmente, per quanto organizzato territorialmente. Il regolamento sul nuovo corso-concorso è stato pubblicato il 20 settembre in Gazzetta ufficiale e ora siamo in attesa dell’autorizzazione a bandire da parte delle amministrazioni competenti”. Secondo i calcoli del Miur, ha concluso la Ministra, il numero di posti messi a bando basterà a coprire “tutti quelli vacanti e quelli che si prevede lo diverranno nell’arco di tre anni”

Secondo il sindacato, l’unica notizia buona che arriva da queste dichiarazioni è quella relativa al bando di concorso atteso entro pochi giorni. Per il resto, c’è poco da essere felici. Perché, i 2.425 posti vacanti si raggiungeranno già nella prossima estate, con il nuovo turn over, visto che ad oggi siamo già a 1.900 istituti affidati in reggenza. Pertanto, ammesso che vengano selezionati e assunti, nel volgere di un biennio ci ritroveremo daccapo. Molto più logico, quindi, sarebbe stato organizzare il concorso con almeno 3mila posti da assegnare, come chiesto da tempo dall’Anief. Inoltre, in base a quanto si evince dal Regolamento della stessa selezione, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, emerge che i precari risultano ancora una volta esclusi.

“Lasciare fuori dal concorso tutti i laureati con cinque anni di supplenze svolte, come pure i docenti assunti a tempo indeterminato e i docenti già di ruolo ma che per qualsiasi motivo non hanno ancora superato l’anno di prova, è una vera ingiustizia, che non regge nemmeno dal punto di vista normativo. Il caso è stato portato da noi in tribunale già nel 2011 e alla fine il giudice ci ha dato ragione. Tanto è vero che tre docenti che avevano presentato ricorso hanno fatto le prove, le hanno superate e sono diventati dirigenti scolastici. Siamo convinti che il Tar, non essendo cambiate le regole, anzi con ulteriori sentenze favorevoli, pure su altri contesti che hanno visto soccombere il Miur per le discriminazioni mosse nei confronti del personale non di ruolo, pure stavolta potrebbe prendere in considerazione i nostri rilievi”, ha concluso il sindacalista autonomo.

Il ricorso Anief è rivolto a tutti i neo-immessi in ruolo nell’anno scolastico 2017/18; a coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato negli anni passati che per qualsiasi ragione non hanno ancora superato l’anno di prova; ai docenti precari con cinque anni di servizio svolto, considerando almeno 180 giorni di supplenza per anno scolastico. Ai fini del raggiungimento del quinquennio, per il sindacato valgono anche i periodi svolti nelle scuole paritarie e di dottorato nelle università. È bene aderire al ricorso sin da subito, in modo da permettere ai ricorrenti la partecipazione ai test preselettivi.

Nel frattempo, Anief ha già impugnato il regolamento del concorso per dirigenti scolastici, ricorrendo contro il D.M. n. 138/17, contestando l’articolo 6 perché non tiene conto della sentenza del Consiglio di Stato n. 4724 del settembre 2014, attraverso la quale è stato rigettato l’appello del Miur contro alcuni docenti, neo-immessi in ruolo con anni di precariato alle spalle. Prima ancora, il Tar Lazio, con sentenza n. 8086/2013 e n. 9729 del 16 settembre 2014 ottenuta sempre dai legali dell’Anief, aveva permesso a cento precari di partecipare alla precedente procedura concorsuale. Anief, infine, ricorda ai candidati del concorso del 2011 che è ancora possibile aderire al ricorso ad adiuvandum in Corte costituzionale prima della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale, sempre tenendo conto del fatto che le possibilità di accedere alle quote di concorso rimangono riservate ai docenti candidati ricorrenti.

Il giovane sindacato rilancia pertanto il ricorso, già vinto al Tar Lazio durante la precedente selezione, per far partecipare i supplenti abilitati, laureati o i neo-immessi in ruolo l’1 settembre 2017 con cinque anni di servizio. È ritenuto valido dallo studio legale anche il servizio prestato come dottore di ricerca. In passato, hanno vinto. Cosa aspetti? Per aderire al ricorso vai al seguente link.

Chi farà ricorso con Anief potrà anche avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia – leader educativa affermatasi negli ultimi anni nel settore dei corsi di preparazione ai concorsi, ente riconosciuto dal Miur per la formazione del personale – e partecipare al “Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per Dirigente Scolastico” usufruendo dello sconto Eurosofia dedicato ai ricorrenti Anief. I corsi sono strutturati in presenza e a distanza tramite piattaforma digitale interattiva.

11 ottobre 2017

Ufficio Stampa Anief

È pronto il Regolamento del corso-concorso per la nuova selezione di dirigenti scolastici. Il testo è stato trasmesso oggi al Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) per acquisirne il parere in qualità di organo di supporto tecnico-scientifico del Ministro. Successivamente è previsto il vaglio del Consiglio di Stato, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale necessaria per poter bandire. L'ultima legge di Stabilità ha riassegnato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca il compito di organizzare la procedura. "Il concorso per la prima volta sarà su base nazionale, perché il ruolo della dirigenza è nazionale e per superare i limiti emersi in passato dalle selezioni su base regionale. Con la Buona Scuola abbiamo assegnato nuovi poteri, ma anche e soprattutto nuove responsabilità ai dirigenti scolastici. Anche per questo serve una modalità di selezione che ponga l'accento sulla conoscenza, verificabile con le prove concorsuali, ma anche sulla capacità di gestione e di relazione che possiamo incentivare attraverso i mesi di corso e tirocinio", dichiara il Ministro Stefania Giannini.

La versione del Regolamento inviata oggi al CSPI prevede che il concorso sia composto da: una prova preselettiva, una prova scritta, una prova orale. E, a seguire, un corso di 4 mesi e un tirocinio di ulteriori 4 mesi. La prova preselettiva si basa su 50 domande a risposta chiusa.

Per lo scritto sono previste 5 domande a risposta aperta, di cui una in lingua (a scelta tra inglese, francese, tedesco, spagnolo). L'orale verterà sulle materie dello scritto. Durante l'orale si verificheranno anche le conoscenze linguistiche e informatiche del candidato. I punti massimi ottenibili sono: 100 per lo scritto, 100 per l'orale, 30 per i titoli. Scritto ed orale si superano con un minimo di 70 punti.

Per eliminare il fenomeno delle reggenze (scuole affidate ad un preside 'supplente'), il Ministero intende bandire il corso-concorso per tutti i posti vacanti e disponibili nell'anno scolastico 2016/2017 e per quelli che si renderanno tali nel successivo triennio. Il corso-concorso partirà in autunno, nel frattempo, per quest'anno, saranno assunti circa 200 dirigenti scolastici scorrendo le graduatorie del concorso del 2011. In allegato il testo inviato al CSPI.

Miur
 
Aetnanet
Corso/Concorso selettivo di formazione dirigenziale 

DENOMINAZIONE: Corso-Concorso selettivo di formazione dirigenziale

ENTE ORGANIZZATOREMIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca)

MODALITA’: l’ammissione al corso-concorso avviene mediante concorso pubblico per esami (prova preselettiva, prove scritte e prova orale). Nei mesi successivi all’uscita del decreto in G.U. la SNA emanerà il bando di concorso che dovrebbe definire il numero di posti disponibili in ogni regione e date, sedi e modalità delle prove.

DESTINATARI: insegnanti di ruolo anche senza esperienza, purché in possesso di laurea magistrale o specialistica o di diploma secondo livello AFAM o titoli equivalenti di vecchio ordinamento.

NUMERO POSTI: si sta ancora verificando il fabbisogno. Il numero dei candidati ammessi è superiore del 20% rispetto ai posti vacanti. Il numero di posti viene individuato anche su base regionale.

BANDO DI CONCORSO: dovrebbe essere bandito con cadenza annuale entro il 30 novembre di ogni anno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

QUOTA D’ISCRIZIONE: sono previsti ca 10€ come quota utente per le spese della procedura concorsuale

MODALITA’ DELLE PROVE: dovrebbero essere previste 3 prove di accesso: 1 prova preselettiva (test a crocette), prevista solo nel caso, praticamente certo, che i candidati siano superiori di 5 volte ai posti messi a concorso; 1 prova scritta e 1 prova orale. Le prove di esame si svolgono a Roma nella sede e con le modalità indicate dal bando di concorso.

PROVA PRESELETTIVA: test dovrebbe essere articolato in quesiti a scelta multipla su tematiche relative ai sistemi formativi e agli ordinamenti degli studi in Italia e nei paesi dell'Unione europea, al management delle istituzioni scolastiche, oltre che alle specifiche aree giuridico-amministrativo-finanziaria, socio-psicopedagogica, organizzativa, relazionale e comunicativa. L'esito della prova di preselezione non concorre alla formazione del voto finale nella graduatoria di merito.

Quest’anno non è prevista l’erogazione del MIUR di una batteria di test di preparazione, il cosiddetto “librone”.

PROVA SCRITTA: la prova scritta dovrebbe consistere in una parte teorica, un saggio su sistema educativo nazionale e dei principali paesi dell’UE, gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa delle istituzioni scolastiche, gestione del relativo personale e conoscenza dei principi generali dell’organizzazione e della comunicazione, e in una parte pratica, costituita da un questionario/compito su casi concreti.

PROVA ORALE: sono ammessi i candidati che hanno riportato in ciascuna prova scritta un punteggio non inferiore a 21/30. Consisterebbe in un colloquio finalizzato a far emergere la capacità del candidato di affrontare le questioni concrete e di impostarne le soluzioni. Si valuterebbero inoltre le Tecnologie informatiche e della comunicazione, anche con verifica pratica. Si dovrebbe valutare anche la competenza per la lingua inglese di livello B2 attraverso la lettura e la traduzione di un testo scelto ed una conversazione.

VALUTAZIONE TITOLI: valutati soltanto se si superano le prove scritte e la prova orale e per un massimo di 20 punti, 10 per titoli professionali e 10 per titoli culturali. Ecco quanto previsto:

  1. Master di secondo II livello didurata annuale corrispondente a 1.500 ore e 60 crediti o titoli equiparati su materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico e rilasciati da università statali o equiparate - Punti 3,50.
  2. Master in scienze dell’educazione conseguito presso università in Italia o all’estero, di durata annuale corrispondente a 1.500 ore e 60 crediti  - Punti 2,00
  3. Altro master, diploma o attestato di corso di specializzazione o di perfezionamento, conseguito presso università in Italia e all’estero, di durata annuale corrispondente a 1.500 ore e 60 crediti con esame individuale finale. Si valuta un solo titolo - Punti 1,00
  4. Partecipazione a corsi di formazione, della durata di non meno di 20 ore, organizzati da soggetti qualificati e /o enti accreditati (es. CFIScuola), riguardanti la progettazione, l’organizzazione e la gestione delle istituzioni scolastiche autonome, compresa la Nuova ECDL - Punti 0,10

CORSO/CONCORSO: si comporrebbe di una breve parte d’aula a Roma e di una parte di e-learning che complessivamente dovrebbero impiegare il candidato per circa 2 mesi e di un tirocinio, anch’esso di 4 mesi, in un’istituzione scolastica vicina individuata dall’USR della propria regione. I partecipanti sarebbero esonerati dai loro obblighi di servizio, mantenendo le voci stipendiali in godimento. Il periodo di esonero è valido ai fini della carriera e pensionistici. Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti. I vincitori potranno scegliere più regioni per essere assunti.

Informazioni in fase di revisione e aggiornamento, in attesa del Decreto ufficiale

Fonte: Concorso Dirigenti Scolastici.it

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I sindaci e gli assessori alle politiche educative dei Comuni della Provincia di Ravenna sollecitano le Istituzioni competenti affinché affrontino il problema al più presto“

Con una lettera indirizzata al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, all’Ufficio Scolastico Regionale e all’Ufficio Scolastico Provinciale, i Sindaci e gli Assessori alle politiche educative dei Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Cervia, Conselice, Cotignola, Faenza, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Ravenna, Riolo Terme, Russi, S. Agata sul Santerno e Solarolo, hanno portato all’attenzione delle Istituzioni competenti e dei cittadini la grave situazione causata dall’insufficiente numero di Dirigenti Scolastici presenti sul territorio.

"Da diversi anni, infatti, a fronte dei pensionamenti che hanno visto collocati a riposo diversi dirigenti, non si e verificata la doverosa sostituzione con nuove nomine; si e quindi provveduto all’assegnazione di reggenze che dovevano essere una risposta emergenziale al problema, ma sono invece diventale la regola - viene evidenziato -. Nell’anno scolastico 2015/16 sono state assegnate 20 reggenze, questo si traduce nel fatto che ogni dirigente deve gestire due Istituti, a volte anche distanti fra loro. Dai dati dell’Ufficio Scolastico Regionale risultano 173 dirigenze assegnate sul territorio regionale, a oggi nessun concorso e stato bandito e sappiamo the a settembre la situazione peggiorerà con i nuovi pensionamenti previsti".

I sindaci vogliono esprimere la loro "preoccupazione per le conseguenze che questa scelta comporta: il dirigente ha la necessità di mantenere rapporti costanti e quotidiani non solo con il personale scolastico, ma con le famiglie, con gli alunni stessi e con il territorio, sia che si tratti dell’Amministrazione comunale che delle forme associative che sul territorio agiscono e con in scuola collaborano. Il disagio provocato da questa situazione viene avvertito e segnalato dai Dirigenti stessi, che avvertono la frustrazione per non poter svolgere al meglio la loro funzione di stimolo all’innovazione didattica ed educativa, dai docenti e da quanti hanno a cuore la scuola".

Continua il documento: "Vale la pena di ricordare che la normativa introdotta dalla Legge numero 59 del 15 marzo 1997 prevede per il Dirigente scolastico la gestione unitaria dell’Istituzione scolastica che legalmente rappresenta. Al dirigente, inoltre, spetta l’adozione di atti che impegnano l’istruzione verso l’esterno e la titolarità delle relazioni sindacali. In virtù della libertà di insegnamento dei docenti, della libertà di scelta educativa dei genitori e del diritto di apprendimento degli alunni, il dirigente deve:
promuovere interventi a garanzia del successo formativo attivare forme di collaborazione con le realtà culturali, professionali, sociali, economiche del territorio curare l’attuazione del Pof e il perseguimento degli obiettivi didattico formativi dell’istituzione".

"Un impegno notevole nei confronti della realtà umana e territoriale in cui è inserita l’Istituzione scolastica che difficilmente può essere svolto con una presenza temporale di qualche giorno a settimana, come sta avvenendo da alcuni anni per effetto delle reggenze". I sndaci e gli assessori alle politiche educative dei Comuni della Provincia di Ravenna sollecitano le Istituzioni competenti affinché affrontino il problema al più presto bandendo il nuovo e promesso concorso per la nomina dei Dirigenti Scolastici, oppure ricorrendo, in via straordinaria, all’istituto dei Presidi incaricati, come già avvenuto in tempi passati, dando così una risposta coerente con le linee improntate alla qualificazione del sistema scolastico impostate dal Governo Italiano.

Fonte RavennaToday.it

 

Concorso D.S. : a giorni uscirà il bando.

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